Edoardo Nicolardi nasce a Napoli il 28/02/1878. Il padre è amministratore de “ Il Mattino”.
Lasciati gli studi di giurispudenza si dedica anche lui al giornalismo, nel 1903 a soli 25
anni è già redattore del Don Marzio, un quotidiano molto popolare.
Fu proprio nel 1903 che Edoardo Nicolardi incontra, quasi per caso Anna Rossi, una bella brunetta di diciotto anni, sua vicina di casa, è il classico colpo di fulmine, i giovani si innamorano perdutamente, ma solo attraverso sguardi da lontano, come si usava allora. Un giorno Edoardo decide di rompere gli indugi, si presenta a casa della ragazza per chiederne l a mano, viene accolto in una bella casa piena di mobili e oggetti sfarzosi. Il padre di Anna, Gennaro Rossi è un ricco commerciante di cavalli da corsa , “ Cosa volete ?” chiese al giovanotto, “ Sono venuto a chiedere la mano di vostra figlia” rispose Edoardo quasi intimorito, “ Che propietà avete” ribattè il sig. Rossi, “ Nessuna, sono solo un lavoratore che farà felice vostra figlia”. Fu cacciato da quella casa, si ritrovò in strada con un nodo alla gola.
Anna fu promessa in sposa ad un ricco commerciante, Pompeo Corbera, cliente di suo padre, aveva trentacinque anni più di lei e molte propietà da portare in dote. Anna si oppose con tutte le sue forze, ma inutilmente, dopo due mesi sposava il ricco Pompeo Corbera. Gli sposi andarono ad abitare in Via Santa Teresa.
‘In letteratura l’amore realizzato crea i grandi prosatori, perché il sogno d’amore si logora nella vita quotidiana, mentre un amore perduto o impossibile crea i grandi poeti, perché l’amore resta un sogno, inattaccabile, anzi si sublima con il passare degli anni.’
Il giovane Edoardo di notte, quando finiva di lavorare al giornale, andava sotto quei balconi ed una notte gli sembrò di vedere la sua amata dietro ai vetri che lo salutava, ritornò a casa sconvolto, e di getto scrisse una delle più belle poesie d’amore di tutti i tempi “ Voce e Notte “
Ma la storia non finì così, il Sig. Corbera morì improvvisamente, così Anna, diciannovenne, rimase vedova e riusci a coronare il suo sogno d’amore, sposò Edoardo, la coppia generò ben 8 figli.
Edoardo oltre ad essere un bravo giornalista fu anche poeta straordinario non rinunciando mai all’umorismo. Mori il 26 Febbraio 1954 affidando le sue ultime volontà in una delle sue più popolari poesie intitolata ‘ Testamento’