Gabriele D’Annunzio e la canzone Napoletana

 

 

Gabriele D’Annunzio nacque a Pescara il 12 marzo 1863. Suo padre era stato adottato da una zia materna e dal marito di lei, Antonio D’Annunzio, che gli diede il suo nome. Terzo di cinque figli, visse una infanzia felice, studio al collegio Cicognini di Prato.

A sedici anni , con l’aiuto finanziario del padre, pubblicò la sua prima opera, ‘Primo vere’ una raccolta di poesie. Dopo aver concluso gli studi liceali giunse a Roma nel 1881. Piccolo, sgraziato e afflitto dalla calvizie eppure piaceva, aveva gusti bizzarri (pure in fatto di sesso)amava il lusso e non badava a spese. La passione per le donne unita ad un temperamento sanguigno lo porterà ad avere una vita avventurosa.

A Roma frequentò salotti e redazioni accolto da un folto gruppo di scrittori, artisti e giornalisti abruzzesi. Nel 1891 arrivò a Napoli, doveva essere una tappa di ventiquattr’ore, giusto il tempo per salutare il suo compaesano Eduardo Scarfoglio, invece vi restò più di due anni.

Anche a Napoli ebbe diverse storie amorose, si raccolta di occhiate troppo insistenti ad una bella signora in un ristorante napoletano e dell’ira del marito di lei che lo schiaffeggiò fracassandogli il monocolo , solo l’intervento dell’amico Saverio Nitti evitò il peggio,spiegando al marito offeso che era al cospetto del grande poeta. “ Questo tipo strano è un poeta?”chiese lo sfidante.

Per mantenere il suo oneroso stile di vita ebbe numerose collaborazioni giornalistiche al Corriere di Napoli e poi al Mattino incassando i diritti d’autore dei suoi numerosi libri e di una canzone ‘A vucchella, prima ,unica e celebre canzone napoletana scritta da D’Annunzio, anomala nel testo e nella melodia , costruita come una romanza sul corpo di un antico canto popolare abruzzese.

Si comm'a nu sciurillo...
tu tiene na vucchella,
nu poco pucurillo,
appassuliatella.
Méh, dammillo, dammillo,
è comm'a na rusella...
dammillo nu vasillo,
dammillo, Cannetella!
Dammillo e pigliatillo
nu vaso...piccerillo
comm'a chesta vucchella
che pare na rusella...
nu poco pucurillo
appassuliatella...

Sulla genesi di questa canzone esistono almeno tre versioni . la prima vuole che sia nata per dimostrare al musicista e corregionale Francesco Paolo Tosti che poetare in napoletano era facile. La seconda che la canzone fu composta nella redazione del Mattino.

La terza , la più accreditata vuole che sia nata da una scommessa fatta con il poeta Ferdinando Russo al tavolino del Caffè Grambrinus Quasi certamente ‘A vucchella (la boccuccia ) apparteneva a Maria Gravina Cruyllas di Rammacca, siciliana, moglie del conte di Anguissola di San Damiano trent’anni e una folta chioma rossa.

Grazie all’interpretazione del tenore Enrico Caruso divenne un successo internazionale.