Franco Ricci

 

L’Usignolo napoletano

1916 – 1997

 

Salvatore Sebastiani, questo era il suo vero nome, nacque a Napoli il 09 febbraio del 1916. Bambino prodigio, cominciò ad esibirsi già negli anni della scuola elementare presso l’istituto Giorgio Arcoleo come attore-cantante in una compagnia formata dagli stessi alunni. Fu espulso da quella scuola per aver trasformato un drammone in una esilarante farsa.

Diplomatosi in canto nel 1940 presso il glorioso Conservatorio di S.Pietro a Majella, non potette dedicarsi alla carriera lirica per i sopraggiunti avvenimenti bellici. Finita la guerra fu invitato ad esibirsi per Radio Napoli con i maestri Salvatore Colonnese e Gino Campese. Partecipò ai Festival di Napoli negli anni 1952-1954-1955-1956-1959 e 1961 vincendo il primo nel 1954 con la canzone Desiderio ‘e sole; il secondo premio nel 1955 (in quella edizione dovette superare una fase di preselezione voluta dalla RAI, ove si impose su un nugolo di concorrenti in ben sette serate su otto ) con il brano Tre rendinelle, un terzo posto nel 1956 con Dincello tu e poi di nuovo secondo nel 1959 con Padrone d’’o mare.

Nella sua lunghissima carriera artistica incise per svariate case discografiche: Columbia, EMI, Phonotype Record, Arcobaleno, R.K.R., S.D.M.Records, Sintesi, Zeus e Jumbo. Negli ultimo anni della sua vita, come lo fu per l’altrettanto immenso Sergio Bruni, il maestro Ricci si dedicò alla pittura, e nel dicembre del 1984 presso il Circolo della Stampa nella Villa Comunale di Napoli venne organizzata una manifestazione in suo onore intitolata “ La Canzone di Napoli illustrata” ove furono esposti ben diciotto suoi dipinti ad olio su tela ispirati alle classiche canzoni napoletane più altri otto con tematiche diverse.

Nell’ambito della stessa mostra si tenne anche una rappresentazione musicale con la partecipazione di diversi suoi colleghi che vollero tributargli un omaggio canoro. Parteciparono all’evento: Mario Da Vinci, Mirna Doris, Nino Fiore, Mario Maglione, Mario Merola e Roberto Murolo, a questi si aggiunse lo stesso Franco Ricci. La direzione artistica fu affidata al maestro Tonino Esposito che accompagnò egli stesso al pianoforte i vari interpreti.

Artista poliedrico, dalla voce cristallina, elegante nella ricamatura e dotato di una personalità interpretativa unica nel vasto panorama canoro partenopeo Franco Ricci ha affrontato tutti i tipi di canzone che il mercato man mano gli ha imposto, dalle villanelle del ‘700 alle canzoni festivaliere, senza dimenticare le immortali classiche. Pensare che tutt’ora, abbiamo trovato presso l’Archivio Digitale della Canzona Napoletana, ubicato presso la RAI di Napoli, ben dieci sconosciute esecuzioni di Franco Ricci tratte da vecchie bobine negli anni 1955-1956 e tratte dalla rubrica radiofonica curata da grande giornalista e critico, mai dimenticato, Giovanni Sarno dal titolo ‘Sentimento e Fantasia’. Si tratta di capolavori quali Rundinella, Sora mia, ‘A serenata d’’e rrose, ‘E giesummine ‘e Spagna ed altre che chissà per quale arcano mistero il maestro non ha inciso su disco. Ciò dimostra ulteriormente una nostra teoria secondo la quale, l’industria discografica, dagli albori, ha sempre imposto, anche ai grandissimo, una strategia commerciale che basandosi fondamentalmente su prodotti ritenuti più fruibili e di immediato introito, trascura incisioni di capolavori del passato, bellissimi, ma poco remunerativi ai fini dei diritti d’autore. (Siamo sempre alla solita storia).