Anna Fougez

 

 

Nata a Taranto come Maria Annina Laganà-Pappacena il 7 luglio 1896 esordì nei primissimi anni del secolo scorso e contribuì in maniera determinante alla nascita del caffè concerto, un modo di concepire l’intrattenimento che era caduto in un periodo di crisi. Fu l’epilogo di questa ottocentesca forma di spettacolo, inventandosi la figura di ‘soubrette’, abbandonando quella oramai vetusta di ‘chanteuse’. Artista poliedrica, fu eccentrica poi duettista e ( indossando attillati abiti maschili ) interprete delle maggiori canzoni napoletane di “giacca”, rilevandosi squisita esecutrice di questo genere. A onor del vero bisogna però dire che i suoi cavalli di battaglia erano canzoni in lingua come Vipera, Fioca la neve o la Strimpellata di Pierrot.

La sua fama varcò le frontiere italiane per brillare in tutta Europa, soprattutto oltralpe, a Parigi. Nella città francese Anna Fougez lasciò esterefatti i frequentatori dei locali con la sua bellezza e con la sua indubbia capacità vocale. Ma gli spettatori rimanevano estasiati anche dalle sue toilette fatte di lustrini, piume e, più di ogni altra cosa, i suoi costosissimi gioielli donati da ricchi e facoltosi ammiratori. La Fougez recitò anche in alcuni film, decidendo poi, senza alcuna esitazione, che era giunto il momento di ritirarsi a vita sposata. Sposò il suo coreografo nonché grande ballerino, lo spagnolo Renè Thano, ritirandosi a vivere in un tranquillo comune alle porte di Roma, Santa Marinella. Si spense l’11 settembre del 1966 lasciando ai posteri un libro di memorie intitolato ‘Il mondo parla e io passo’.

Per inquadrare meglio il personaggio Anna Fougez, vi proponiamo di leggere un bell’articolo tratto dal periodico ‘La Canzonetta’ che porta la data del 25 dicembre 1921.

“..In queste stesse colonne avemmo altre volte occasione di dire “Anna Fougez raccoglie nella sua figura tutte le vibrazioni della donna moderna: sembra a tratti come arsa in uno spasimo folle, talvolta invece ha la freschezza impetuosa di una bambina che giuochi … Sotto i suoi capelli che le piovano d’intorno al capo, il suo viso finissimo, fatto luminoso da un’intensa spiritualità, vive ardentemente e soavemente per i grandi occhi cerulei e la bella bocca rosata. Ma non si può parlare esteticamente di un viso senza che vi si accompagni nella immaginazione la persona tutta, già che il suo corpo che ha la fluidità di un’onda si delinea ad ogni moto, sinuosamente, fragile e forte insieme, quasi che si compiesse nell’attimo con una inesprimibile grazia e stesse per disciogliersi appena espresso il suo ritmo..”. Infatti la deliziosa, prediletta aristocratica interprete, è davvero inimitabile nel fascino suggestivo della sua magnifica voce,della sua verve penetrante e squisita, della sua deliziosa vivacità. Acclamatissima soprattutto per la sua leggiadria e l’eleganza delle sue ricche toilettes, a celebrata artista che riempie di se tutta la scena, ha anch’essa sul capo una corona, fiammeggiante aureola a cui s’intrecciano le più pure gemme dell’arte. Questo perché la Fougez davvero è una insigne artista, è una eccezione rara che si distacca dalle solite cantanti e conferisce al suo genere una schietta dignità d’arte. La nuances della sua dizione or passionale or birichina è sagacemente coordinato dal fine unico dell’espressione più felice e dall’efficace più sicura: ogni sua canzone è un piccolo poema di sincerità. Insomma è vero temperamento d’artista con una grazia tutta intima e personale, con un’originalità inimitabile”.